Storia di Bibione

  •  

Dalla preistoria alla protostoria

Il territorio di Bibione, prima ancora della comparsa dell’uomo, si era formato grazie alle componenti delle acqua salate dell’Adriatico e di quelle dolci del fiume Tagliamento. Era caratterizzato da una grande distesa di foresta che ricopriva tutta la zona dalle montagne al mare.
Durante il primo periodo dell’era terziaria, le acqua del mare Adriatico si spingevano quasi fino alle Alpi, formando un grande golfo. Con le mutazioni climatiche, il livello del mare cominciò a regredire per risalire nuovamente durante i periodi interglaciali. L’uomo cominciò a vivere su queste terre inizialmente senza fissa dimora, cercando di sopravvivere con la caccia e la pesca; ma dalla fine del V millennio a.C. iniziò a praticare l’agricoltura, formando così i primi villaggi. Arrivarono così i veneti, un popolo dalle origine poco definite.
Gli insediamenti sulla laguna dell’odierna Bibione derivavano dal bisogno di trovare luoghi isolati e tranquilli dove le persone indifese potevano vivere indisturbate. I Veneti delimitarono non solo un territorio ma anche la lingua venetica, di derivazione alfabetica etrusca parlata solo in quest’area.
Al confine con questa zona erano presenti i carni, gente di origine celtica proveniente dall’Europa centrale che con il tempo si mescolarono nelle terre dei veneti, tra i fiumi Livenza e Timavo. Possiamo considerare un fatto certo l’insediamento celtico nell’epoca preromana, anche se non si conoscono bene i tempi e le modalità.


La romanizzazione e le origini del nome

Anche se si sono formulate diverse ipotesi sulle origine preromane, sicuramente Bibione fu abitato nel periodo imperiale di Roma.
Nel 186 a.C. ci fu un’invasione dei Galli transalpini e si stabilirono nell’agro aquileiese. Plinio il Vecchio disse che fu una delle tante immigrazioni pacifiche ma i Romani la videro come un atto di aggressione e organizzarono una spedizione militare guidata dal console M. Claudio Marcello e sconfisse i nuovi arrivati. Da quel momento i Romani non lasceranno più queste terre e iniziarono a colonizzare la “Venetiae” fino al territorio del Friuli attuale. Nel 181 a.C. fondarono la colonia di Aquileia, un punto strategico per controllare le instabili regioni degli Istri ad Oriente. I romani portarono civiltà, lingua, cultura, fori, acquedotti e costruirono nel 148 a.C. un’adeguata rete viaria: la via Postumia che andava da Genova ad Aquileia. Nel 131 a.C. la via Annia e poi la via Aurelia, da Padova ad Asolo. L’imperatore Augusto suddivise l’Italia in undici regioni e la decima comprendeva le “Tre Venezie”: la “Venetiae et Histria”. In questo periodo possiamo dire che Bibione ebbe la maggior crescita sia come agglomerato di costruzioni, sia come vitalità abitativa.
Nella zona di Bibione Pineda sono stati eseguiti alcuni lavori di scavo nel 1883 e si attesta la presenza e l’esistenza di abitazioni di epoca romana. Nel 1932 alcuni studiosi diedero inizio a nuovi scavi e trovarono altre fondazioni di edifici di epoca romana. È la prima volta che proseguendo con degli scavi nell’alto Adriatico si trovano delle tracce di abitazioni romane. Il tutto fu poi sotterrato, forse per mancanza di mezzi, ma rimane tutto nascosto sotto la sabbia a testimoniare l’inizio della civiltà a Bibione.
Bibione la troviamo scritta per la prima volta in un documento del 967 a.C. con il quale Ottone I conferma il patto con i Venenti nominando anche altri luoghi sotto forma di ablativo: “ Equilo, Caprulis, Bibionibus, Grado, Capite argelis,...”.
Come toponimo, Bibione ha assunto una sua rilevanza nella storia del territorio e lo si nota nei diversi documenti storici ritrovati dove ricorre spesso l’utilizzo di questo nome.
Per quanto riguarda l’origine vera e propria, possiamo avere la conferma della sua derivazione latina o romana. Alcuni deducono che derivi da “bibbio”, dal latino pipio ovvero delle gru che dormono sopra una zampa; altri da “bibio-onis” ovvero moscerino del vino e delle paludie quindi delle isole. L’ultima testimonianza riferita a Bibione risale al 1197 dove viene citato “Bibons” che già il Paschini proponeva di identificare con “Bibiones”.


La bonifica e l’età moderna

La nuova storia di Bibione è stata scritta grazie alle grandi opere di bonifica dei terreni dal mare all’entroterra per tutto il territorio del Comune di San Michele al Tagliamento intorno agli inizi del ‘900.
Il suolo di questa terra era ricoperto di vaste boscaglie (tutt’ora visibili dalla presenza di conifere nelle due grandi pinete rimaste) e altre di palude o laguna. L’opera di bonifica iniziò nel 1094 per deliberazione unanime di alcuni volenterosi per redimere la zona dalla malaria e restituirla alla popolazione.
Nel 1905 si costituì il Consorzio di “Bonifica dei terreni tra la destra del Tagliamento ed il canale Lugugnana” e più tardi cambiò il nome con “Consorzio di Bonifica di San Michele al Tagliamento”. Iniziarono così i lavori di canalizzazione con l'innalzamento degli argini, la sistemazione dei fossi e delle strade di campagna e si incanalarono le acque a ridosso dell’entroterra.
Fu un lavoro molto grande che ha suddiviso il territorio in 7 bacini e ha consentito il risanamento di una superficie di circa Ha 10.670 di cui Ha 10.300 resi fertili e produttivi per l’agricoltura. Nel 1930 il bacino di Bibione venne prosciugato definitivamente. Tra la sabbia, i pini e la bellezza della natura, nasce l’amata località di Bibione.
Lo sviluppo turistico prese il via intorno al 1950 raggiungendo in poco tempo grandi progressi. Al termine della Seconda Guerra Mondiale erano rimaste sulla spiaggia di Bibione le rovine della colonia E.C.A. e gli edifici “Solarium”, una colonia marina gestita dalle suore della Divina Volontà e la villa del dottor Mecchia. Solamente nel 1952 venne costruita a Bibione una nuova struttura, la Pensione Paron.
Nel 1956 ci furono diversi pionieri che investirono i propri risparmi nella località di mare e nel 1957 nacque il primo albergo, il “Bibione”. Fu un continuo crescere dal punto di vista delle strutture ricettive e dello sviluppo delle infrastrutture. La Società Bibione Pineda in quegli anni aveva iniziato il lavoro di asfaltatura della vecchia strada che conduceva per gli “Urtùs” fino alla caserma delle Finanze.
Nel 1961, Bibione appare nell’annuario generale del Touring Club. L’ufficialità del nome, infatti, verrà data nel 1960 con un apposito decreto del presidente della Repubblica e nel maggio dello stesso anno venne riconosciuta con la qualifica di area balneare.

Ora Bibione la possiamo ammirare in tutta la sua bellezza grazie alla cura di ogni singolo dettaglio. Piste ciclabili sicure che si sviluppano per tutto il territorio, alberghi frontemare con piscina e hotel vicini alla spiaggia ricchi di comfort che possano soddisfare le richieste di tutti gli ospiti, appartamenti in residence raffinanti e moderni, cura del corpo grazie a Bibione Thermae, ristoranti, bar, locali per giovani e negozi per gli amanti dello shopping, per non dimenticare gli ottimi servizi sulla spiaggia. Bibione è una località di mare da scoprire e da amare.